Aids, la speranza in un vaccino capace di combattere il virus Hiv non è più un’ utopia
Questa volta sembra che la ricerca sia davvero sulla buona strada, il vaccino contro l’Hiv (MVA-B)messo a punto e sperimentato dal Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica (CSIC), dal Gregorio Marañón Hospital di Madrid e l’Hospital Clinic di Barcellona, sembra funzionare nel 90% dei casistimolando una risposta immunitaria.
Stiamo quindi parlando di un nostro vicino, la Spagna, che di certo la crisi non si può dire che non l’abbia sentita. Infatti, mentre l’Italia non riesce ancora a riprendersi dalla pessima figura fatta mesi fa, quando ha mancato la promessa di dare il proprio contributo al Global Fund to Fight Aids, Tuberculosis and Malaria (siamo l’unico paese del G8 a essersi tirato indietro), la Spagna ha finanziato con risorse pubbliche lo studio di un nuovo vaccino che, almeno dagli studi preliminari, sembra essere molto promettente.
Secondo i dati forniti dagli scienziati del Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica, del Gregorio Maranon Hospital di Madrid e dell’Hospital Clinic di Barcellona, il vaccino sviluppa una risposta immunitaria nel 90 per cento dei soggetti coinvolti nella sperimentazione, percentuale che scende solo di poco, all’85 per cento, a distanza di un anno dalla profilassi.
Il vaccino è basato su quattro geni dell’Hiv (Gag, Pol, Nef ed Env) e produce una risposta immunitaria multipla, riuscendo a sviluppare una produzione dei linfociti T CD4+ e la sintesi di molecole come l’interferone. Le aspettative di questa scoperta sono altissime perché, se confermate, permetteranno di declassare il ceppo B del virus Hiv, il più comune in Europa, a infezione cronica minore.
Ora dopo i test eseguiti su 30 volontari, si è osservato che nel 90%% dei casi l’efficacia del MVA-B si è manifestata stimolando la reazione anche del sistema immunitario umano contro il virus e le cellule infettate.
