La rinascita del Rijksmuseum

Il 13 aprile, dopo una ristrutturazione durata dieci anni, ha riaperto i battenti il Rijksmuseum, culla della pittura fiamminga nel cuore di Amsterdam. La collezione di 8.000 oggetti tra capolavori di Rembrandt e Vermeer, stampe, disegni e cimeli storici – compresa una piccola collezione asiatica – è stata dunque ripristinata nella sua sede originale, un’occasione festeggiata con una cerimonia ufficiale alla presenza della regina Beatrice d’Olanda. Nel decennio scorso le opere più famose, come la Ronda di notte di Rembrandt, erano visitabili nella cosiddetta “ala di Filippo”.

Rijksmuseum (© Thomas Leonhardy - Fotolia)

Rijksmuseum (© Thomas Leonhardy - Fotolia)

Non si può parlare tuttavia di un semplice lavoro di restauro. Sotto la guida degli architetti di Siviglia Antonio Cruz e Antonio Ortiz, il Rijksmuseum è stavo rinnovato in maniera radicale, complice anche l’architetto parigino Jean-Michel Wilmotte, che si è occupato dell’allestimento interno delle sale.

Wilmotte ha dichiarato apertamente di essere contro tutti quei musei che fanno del bianco il colore dominante, e per il museo della capitale olandese ha scelto piuttosto un colore sobrio, una sfumatura tra il blu e il grigio, eliminando dalle stanze tutto ciò che poteva essere fonte di disturbo per l’esposizione, a cominciare dalle pesanti tende di broccato.

Le 8.000 opere sono stare riorganizzate in maniera più logica e comprensibile per i visitatori, in ordine cronologico: periodo medievale al piano terra, diciottesimo e diciannovesimo secolo al primo, ventesimo al terzo, e il “periodo d’oro” olandese del diciassettesimo secolo al secondo.

L’unico elemento rimasto identico a prima del restauro è la posizione della maggiore attrazione del museo. La Ronda di Notte di Rembrandt è stata posizionata alla fine della Eregalerij, la galleria d’onore, illuminata dalla luce naturale. La galleria venne costruita proprio per questo quadro nel 1906.

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